giovedì 5 giugno 2008

Dicesi Tormentone...

La mia definizione più tecnica del “tormentone” è la seguente:

Dicesi “Tormentone” quel segno di riconoscimento fatto da gesti, parole, melodie, che contraddistingue una folla di lobotomizzati


Potete capire di trovarvi quindi in una folla di lobotomizzati quando ad una qualsiasi domanda, l’elemento risponde con un tedioso “Vaaaaaaaaaaaaa bene. D’aaaaaaaaaaaaaaaaccordo”.

A distanza di anni, potrebbe riecheggiare ancora flebile qualche nota della canzone “Dragostea Din Tei” o un patetico “asereje ha hehe e gnegnegnegnegne” accompagnato da un triste balletto.


Il tormentone fa la fortuna dei disgraziati. Il tormentone ha dato visibilità a gente come Diggei Francesco.

Vi ricordate quella canzone terribile, “Le Pietre”. Sei brutto… ti tirano le pietreeee… sei bello… ti tirano le pietreee
Al giorno d’oggi le nazioni unite avrebbero sporto denuncia per sfottò ai problemi di lapidazione nel terzo mondo, ma nel 1967 - pur con qualche sentita polemica – la canzone spopolò, tanto che il buon Antoine ancora oggi vive in Polinesia, fa la guida turistica e si gode le meritate rendite da quarant’anni.

Certo, Diggei Francesco ha più probabilità di vivere delle rendite del padre, però comunque è abbastanza demagogico guadagnare miliardi campando sul poco cervello degli amanti dei tormentoni. Del resto è molto più semplice ripetere a pappagallo quattro parole, piuttosto che fare un discorso normale tra amici, ma ormai sappiamo che l’estate va così e ce la teniamo.

Cosa ancora non riesco a comprendere dei tormentoni, è perché a distanza di tempo ti penetrano come una punta da carotaggio e non te ne accorgi, ti si insinuano in un angolo remoto ed inutilizzato del cervello e li sputi fuori quando meno te l’aspetti. Se canticchio “a… a…”, prontamente qualcuno risponderà “bbronzatissima!”. Certo, Vianello è il re indiscusso del tormentone, ma scommetto che ci sarà qualche stronzo che subito dopo aggiungerà “io ti amo e tu lo saiiiiiiii…. Ma mi chiedo come faiiiiii

TERROR. È il fantasma di quell’invertebrato di BRUSCO.


Ve lo ricordate? Girava su un trattore in spiaggia lamentandosi di come la sua fidanzata assomigliasse ad una braciola sul barbecue. Un testo di grande impegno morale e sociale, senza dubbio. Re del tormentone estivo per una stagione. Accidenti, cosa ne avrebbe pensato Mia Martini?


La sorgente principale dei Tormentoni Estivi non è più la radio.
Ma è quello che io amo chiamare TUTUBI. Youtube. Odio youtube. Odio in genere tutte le cose che accomunano la massa, youtube in particolar modo. In primis per una questione di invidia: l’idea di fare un portale di condivisione video che ha fruttato miliardi a due pischelli. In secundis perché – da brava amante dell’eye candy – mi fa schifo graficamente e i video sono quasi tutti lenti e a bassissima risoluzione.

Su youtube si radunano miliardi di lobotomizzati che si focalizzano su quello che qualche sito a caso decide sarà il tormentone dell’anno. Allora tutti lo vanno a vedere. E tutti dicono che è una figata. E tutti lo considerano tormentone. E tutti rompono i coglioni per tutta la stagione canticchiandone il motivetto, che irrimediabilmente è composto da suoni insensati, ma che risultano simpatici all’orecchio della massa.

Girando sul web, ho avuto modo di notare che per l’estate 2008, il tormentone ideale contiene le parole “cichi-cichi” o meglio, “chiki-chiki”.
In effetti la “K” sa molto di estate tropicale (vedi i bagni di Marina di Ravenna che si chiamano tutti Kontiki, Tikoa, Hookipa, Kia Orana, Mokambo, …).

Poi il balletto irrimediabilmente è una castroneria in cui lo scopo principale è ciondolare prima a destra, poi a sinistra, far roteare le braccia, saltello e siamo tutti più felici. Che immensa boiata.
Vi invito a prendere visione di quelli che sono i tormentoni annunciati. Prendete una buona dose di cocaina e di coraggio, vi anticipo che sono le solite stronzate latineggianti (sì perché il tormentone è quasi d’obbligo su ritmi latini, la musica del disimpegno e della superficialità):



Rodolfo Chikilicuatre (un coglione con banana e chitarrina elettronica) e le Las Bonitas (due zoccole che hanno capito tutto: fare una canzone che si chiama “Tanga”, che fa ballonzolare le tette e necessita la vista del sedere).





Tutto ciò mi deprime alquanto, spero sempre che ci sia una folla di ribelli contro questa lobotomia generale, ma non è così, quindi mi limito a portare avanti la mia battaglia attraverso i miei surrogati di giuggiole esplosive…










Enjoy

Carlì

2 commenti:

Silvia ha detto...

Cà ti sei sbizzarrita in questi giorni! :D

Giovanni ha detto...

ciao
concordo su quasi tutti gli argomenti..tranne che su brusco, lui ha avuto qualche exploit con tormentoni ma se cerchi qualche altra canzone (prima tra tutte Sangue) vedrai che è molto più valido di diggei francesco e degli altri summenzionati
ciau! =D